C'è chi il 1° Maggio non può festeggiare.

scritto da Fringuello
Scritto 8 giorni fa • Pubblicato 17 ore fa • Revisionato 17 ore fa
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lettera dall'India
- Nota dell'autore Fringuello

Testo: C'è chi il 1° Maggio non può festeggiare.
di Fringuello

Un Pallone di cuoio. 

Nuova Delhi                                                                  01.05.2026

Vi saluto da molto lontano, io vivo in India.
Vivere è un modo di dire, appartengo alla casta degli intoccabili,   e il mio destino sarebbe stato la fame.
Dico sarebbe stato perché invece un sant’uomo americano mi ha comprato dalla mia famiglia e mi ha dato vitto e alloggio e un lavoro. Cucio palloni di cuoio per la Mike, una multinazionale, molto apprezzata in occidente, i nostri palloni sono usati da giocatori pagati milioni di dollari per anno.
Noi non possiamo giocare a calcio, non c’è tempo dobbiamo lavorare. Ma solo sedici ore al giorno, e siamo pagati bene : tre ciotole di riso, una la mattina poi a pranzo, poi a cena.
Nel tempo rubato al sonno parliamo di un mondo migliore, dove non ti derubano del tuo diritto al gioco, alla scuola, ai genitori, alla fanciullezza insomma.
Ora scrivo questa lettera a te bambino occidentale, che giochi con i “nostri” palloni e alla playstation e tendi un poco ad’ ingrassare.
Io ormai la mia infanzia l’ho persa, ma tu, quando comincerai ad’ occuparti di cose serie, potresti rifiutarti di comprare i nostri palloni, le scarpe e le magliette dei nostri padroni.
Così non avrebbero motivo di imprigionarci in un capannone, e magari potremo ricevere una paga per il nostro lavoro, o meglio andare a scuola, per poi recarci in America a fare i ricercatori che voi non avete perché vi siete dimenticati il sacrificio.
Noi non abbiamo speranza di uscire da questa prigione, oggi come oggi, ma un sant’uomo seguace di Budda ci ha detto che potremmo rifiutarci di lavorare e ci ha spiegato cosa significa la parola sciopero.
Così col passaparola, poco tempo fa, abbiamo organizzato uno sciopero, bada bene, non violento.
Dapprima i secondini ci hanno frustato, ma noi resistevamo. Allora ci hanno rinchiuso nel capannone senza portarci da mangiare e ci hanno bloccato l’acqua e le bocche d’areazione.
I più svegli tra noi sono stati incaricati di trovare un compromesso, due ore di lavoro in meno e il riso condito col curry. Loro non hanno mollato, ma stavamo per crepare tutti.
A quel punto, per evitare uno scandalo internazionale, la casa madre ha accondisceso alle nostre richieste. Adesso nelle due ore, possiamo passeggiare sempre scortati dai guardiani o giocare con palloni difettosi.
Il sant’uomo di cui ti ho detto, è tornato ed ha organizzato una scuola. Ora possiamo leggere libri e giornali , sempre controllati dai guardiani.
Di nascosto circolano libri socialisti e anarchici ed anche religiosi, tutti questi libri dicono che siamo tutti uguali e abbiamo gli stessi diritti. Non ci sentiamo più degli intoccabili, ci siamo ripresi la nostra libertà di uomini.
Ora il nostro comitato di governo interno, eletto democraticamente, sta organizzando la grande fuga.
Però non ci separeremo, ci sentiamo una grande famiglia, troveremo terre incolte e costruiremo una fattoria.
Ma non sarà la fattoria degli animali, eh sì, abbiamo letto anche quello.
Ti scriveremo la prossima lettera da uomini liberi, tu intanto stacci bene e mangia di meno se puoi. 
               
N.d.A.     
Il pallone di cuoio non è un simbolo, è cruda realtà, un oggetto vero fatto per essere preso a calci da giocatori pagati svariati milioni di euro giusto per questo, prendere a calci un pallone. Chi lo realizza  viene compensato con una ciottola di riso, imprigionato, costretto a lavorare, crolla la sera dopo 16 ore di lavoro, ma le mani fanno molto male, non dorme, e allora pensa , questa volta ha scritto una lettera, nel poco tempo rubato al sonno e alla fatica.

Detto questo, un cenno alla situazione in Italia:
Mi turba un pò il fatto che mentre il sindacato organizza il solito, bellissimo per carità, Concertone, si dimentichi spesso di tutelare chi sul lavoro è maltrattato , spesso addirittura mobbizzato, ma passi. si fa festa, al grande concerto affluiscono in massa i giovani, giovani senza grandi speranze per il futuro, la gran parte disoccupati. Mentre molti di quelli che un lavoro ce l'hanno si sono visti divorare una fetta del potere di acquisto dei loro salari o stipendi dall'inflazione. Nel mentre, i sindacati festeggiano il fatto che da 10 anni ormai la gran parte dei lavoratori non ha visto un rinnovo contrattuale. Oppure festeggiano il fatto che non sono in grado di muoversi nella società per contribuire ad indirizzare il mercato a creare nuove e dignitose occasioni di lavoro? O anche che chi ha competenze e capacità il prima possibile emigrerà per cercare lavori retribuiti giustamente e non in maniera offensiva, come succede da noi. Ma per finire e concludo forse festeggiano il fatto che sono "pappa e ciccia" con le aziende e le pubbliche amministrazioni che siano della loro parte politica e preferiscano non entrare in conflitto con certi "padroni" e al lavoratore dicano solo " resisti tieni duro, coraggio" si sa che a noi le pacche sulla schiena hanno sempre dato la forza per tirare avanti...Ma, Buon 1° Maggio a tutti !!!

C'è chi il 1° Maggio non può festeggiare. testo di Fringuello
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